recensioni
 
UN PROGRAMMA DI MUSICA TEDESCA CON UN’IMPRONTA ITALIANA

18. Orgelfrühling a Böblingen: l’organista milanese Giorgio Parolini ha suonato Domenica scorsa alla St. Maria Kirche.

Di Jan Renz (Böblinger Kreiszeitung, 5 Giugno 2013)

Böblingen. Milano, con 1,3 milioni di abitanti, è la seconda città più grande d’Italia. Ci sono parecchie Chiese, in una di queste lavorava Giorgio Parolini: la Basilica S. Eufemia. Dal 1999 Giorgio Parolini era l’organista titolare. Il titolo e l’incarico gli sono stati conferiti per le sue doti di virtuoso all’organo. L’organista, nato nel 1971, è stato ospite Domenica scorsa a Böblingen e ha tenuto il terzo concerto della “Orgelfrühling” di quest’anno presso la St. Maria Kirche. L’organista italiano ha presentato un programma di musica organistica tedesca, anche se l’Italia era presente poiché diversi tra i compositori tedeschi in programma hanno fatto riferimento alla musica italiana. La prima parte del concerto era dedicata a Johann Sebastian Bach e ai suoi allievi. Bach aveva molte doti: virtuoso all’organo e agli strumenti a tastiera in generale, Direttore, specialista nella costruzione degli strumenti musicali. Inoltre era uno tra gli insegnanti più importanti e capaci. I suoi figli studiarono con lui, e così anche molti altri promettenti musicisti. A St. Maria abbiamo ascoltato brani di due tra i suoi allievi, fra questi Johann Ludwig Krebs, che lo stesso Bach teneva in grande considerazione. L’organista milanese ha sviluppato questo interessante programma con grande tranquillità e circospezione. Egli si è messo a servizio della musica e non ha posto il suo ego in primo piano. Questa circospezione era molto evidente all’inizio, ma poco alla volta ha lasciato spazio alla sicurezza.

La serata è iniziata con Johann Gottfried Walther. Walther e Bach si incontrarono a Weimar ed erano amici. Il venerato Maestro viene citato nel grande “Musiklexikon” di Walther, un primo segno della celebrità di Bach. Parolini ha cominciato il concerto con una trascrizione di Walther, che ha adattato all’organo un Concerto di Vivaldi. Quindi anche qui troviamo l’Italia. Parolini si identifica del tutto nella giocosità della musica. L’Italia era un punto di riferimento anche per Johann Sebastian Bach. Nel 1713/14 egli scoprì la nuova forma del Concerto Italiano. La Toccata in Fa Maggiore BWV 540 di Bach è modellata sullo stile del concerto solistico vivaldiano. E’ una grande opera, che culmina in una Fuga grandiosa. Questo pezzo costituiva il fulcro e il centro del concerto. L’organista lo ha interpretato strutturando in maniera molto chiara la complessa architettura musicale. Accanto a questo brano tutti gli altri impallidiscono. Johann Ludwig Krebs (1713 – 1780) fu uno degli allievi prediletti di Bach e uno tra i più dotati. Come organista godette di grande fama. Nella sua Fuga su B.A.C.H. Krebs si inchina davanti al Maestro. Le quattro note che costituiscono il Soggetto della Fuga sono presenti in tutto il pezzo. Si avverte la vicinanza al Maestro, ma qui il tutto è più chiaro e più snello. Krebs è già in prossimità del Classicismo. E’ musica di grande eleganza, e alla luce di tutto questo il giovane organista italiano l’ha presentata in maniera adeguata e con molto intuito.

Tutto ruota attorno a Johann Sebastian Bach.
Anche dopo la pausa Bach era sempre presente: Max Reger – il cui “Benedictus” risuonava molto meditativo – ha imparato molto da Bach. Questo si sente nella sua musica. Mendelssohn diede inizio nel 19° secolo alla “Bach-Renaissance” con l’esecuzione, nel 1829, della Passione secondo Matteo. Parolini si è dedicato alla Terza Sonata in La Maggiore di Felix Mendelssohn. Il compositore romantico creò 6 di queste Sonate per Organo: esse uscirono nel 1845 in contemporanea in diverse città: a Lipsia, Londra, Parigi e nella città di Parolini: Milano. Questo indica che Mendelssohn era un avvenimento europeo. Nella Terza Sonata, in uno splendente La Maggiore, Mendelssohn fa riferimento alle forme del Barocco. L’influsso di Bach è evidente. Il Pedale intona il Corale “Aus der tiefer Not” come contrappunto ad un tema dissonante (che deriva dalla Sinfonia “Lobgesang”). In queste sonorità Giorgio Parolini si trova molto bene: fa risuonare l’organo della Marienkirche in tutto il suo splendore e senza fretta. Questo Mendelssohn impressiona. Abbiamo musica di grande livello fino alla fine del concerto. La Toccata in Si minore di Eugène Gigout (1844 – 1925) è un brano efficace, dai mille colori sempre diversi, uno dei brani più importanti di questo esponente della scuola francese. Alla fine del concerto il numeroso pubblico ha applaudito calorosamente l’organista italiano.

BACH MANDA TANTI SALUTI.
Giorgio Parolini all’organo Thielemann.
di Horst Gröner

Gotha. L’organo della Dreifaltigkeitskirche a Gräfenhain ha più di 280 anni. E’ stato costruito tra il 1728 ed il 1731 dall’organaro di corte Johann Christoph Thielemann, originario di Gotha, ed oggi è considerato come una importante testimonianza del periodo in cui visse Johann Sebastian Bach (1685-1750). Nel programma per il suo recente concerto a Gräfenhain l’organista Giorgio Parolini – che abita a Villasanta, vicino a Milano – si è dedicato quasi esclusivamente a questo periodo musicale della famiglia Bach e del suo ambiente. Sarebbe stato ancora più piacevole trovare un maggior numero di compositori italiani in contrasto ai contemporanei tedeschi. Un solo esempio: la Canzona in Sol minore e “All’Elevazione” dell’italiano Domenico Zipoli (1688 – 1726) erano così eleganti e delicate da invogliare all’ascolto di altri brani così ricchi di colori.
Come ulteriore piccolo tributo all’Italia Parolini ha eseguito la trascrizione di un concerto di Vivaldi, che Johann Gottfried Walther (1684 – 1748) ha adattato all’organo. Nei tre movimenti – Allegro, Adagio, Allegro – l’organista ha presentato in maniera impressionante le molteplici possibilità dell’organo Thielemann. Il soleggiato pomeriggio era iniziato con la “Ciaccona” in Si Bemolle Maggiore di Johann Bernhard Bach (1676 – 1749), alla quale sono seguiti diversi brani di Johann Sebastian Bach. Parolini ha eseguito i Corali “Dies sind die heil’gen Zehn Gebote” BWV 678, “O Mensch, bewein’ dein Sünde groß” BWV 622 come pure il grande e incompiuto ultimo Contrappunto da “Die Kunst der Fuge” ed il Corale “Vor deinen Thron tret’ ich hiermit” BWV 668 che apparve come appendice a questa grande opera. La parte finale del concerto era dedicata a Johann Ludwig Krebs (1713 – 1780). Dalla sua “Clavierübungen” Parolini ha suonato un Praeambulum, Choral e Choral alio modo su “Was Gott tut, das ist wohlgetan”, poi un “Trio” in Do Maggiore – bellissimo da ascoltare – ed una Fuga su B.A.C.H.
Giorgio Parolini ha ringraziato per i lunghi e calorosi applausi con il Corale “Allein Gott in der Höh sei Ehr” di Johann Michael Bach (1648 – 1694), per così dire un ultimo “inchino” alla famiglia Bach e all’organo Thielemann.
BUON CONCERTO DI PAROLINI

Il già veterano ciclo “Organo en Concerto” dell’Auditorio Alfredo Kraus, includeva Domenica, con la collaborazione della Sociedad Filarmonica de Las Palmas de Gran Canaria, un recital di Giorgio Parolini, eccellente organista italiano che ha fatto registrare uno tra i maggiori afflussi di pubblico di tutto il Festival. Cominciò con il più famoso tra i Preludi di Buxtehude, sontuosa fantasia che sviluppa variazioni sopra un tema di corale al Pedale e che mostra il meglio dell’arte contrappuntistica. Di Bach, in seguito, uno dei magistrali “Corali di Lipsia” (BWV 654) dal carattere grave e melanconico, con una registrazione variata e colorita. Sempre di Bach, il “Concerto in La minore” BWV 593 che è la trascrizione letterale di uno dei più famosi Concerti per archi di Vivaldi. Parolini ha dato una versione molto brillante e vitale dei due Allegri, con una buonissima lettura dell’originale e misterioso Adagio centrale. Una bella e dotta Fuga a 4 voci di Schumann, scritta sopra le quattro note del nome Bach, ha cambiato il carattere del programma senza eludere uno solo degli artifici di inversione e retrogradazione del genere. Però è un’altra sonorità, con potere e grandezza che vanno elaborando il trionfo del tema prima di concludere con una coda molto sobria e quieta. Una “Sonata in Sol” di Bellini, inevitabilmente operistica nei suoi due temi, esclamativo il primo e melodico il secondo, ha posto un accento frivolo nel passaggio alla parte conclusiva del programma, con due preghiere di Bossi (una tenera “Ave Maria” ed una barocca e molto elaborata “Rédemption”) e la interessante “Partita” di Rogg sopra il Corale “Nun freut euch”, l’organo del XX° secolo esplorato in sette frammenti che vanno dalla dissonanza soave all’aperta atonalità, con studi sul ritmo e cambi di registro ricchi di effetto. Questo soddisfacente ciclo continuerà il 16 Maggio con il ritorno del giovane maestro spagnolo Juan de la Rubia.

G. García-Alcade

Da La Provincia/Diario de Las Palmas, 13 Aprile 2010
COLMAR / Alla Collégiale Saint-Martin

La raffinatezza dell'organo e della tromba

Con un programma essenzialmente basato su compositori italiani, l'organista Giorgio Parolini e il trombettista Luciano Marconcini hanno trionfato questo martedì alla Collégiale Saint-Martin, davanti ad un pubblico eccezionalmente numeroso e per una buona ragione.
I concerti del festival d'organo di Colmar sono magici. Organizzati dagli "Amis des Orgues de la Collégiale Saint-Martin" propongono ogni anno insondabili e deliziosi viaggi nel cuore della musica classica, attraverso collaborazioni sempre raffinate tra l'organo e altri strumenti scelti con intelligenza. Questa settimana la tromba che si presa gioco delle tentacolari variazioni dell'organo di fronte a un pubblico cos numeroso che sono mancati i programmi della serata. Nessuna sorpresa pertanto, poiché lo spettacolo meritava ampiamente un grande pubblico. Dalle prime note della "Sonata per tromba e organo in Fa Maggiore di Pietro Baldassare", la tromba con purezza ha ampliato le sonorità gi molto aeree dell'organo del coro in un allegro solare e trionfante.
Un dialogo efficace.
Il grave che ha seguito, pi calmo ma anche pi stregato, ha in seguito elaborato un dialogo efficace tra i due strumenti, lasciando a ciascuno lo spazio necessario. Dopo il terzo ed ultimo movimento del pezzo, un nuovo allegro che ha rinnovato il carattere trionfante degli inizi, il trombettista ha lasciato solo l'organista per la Toccata per l'elevazione estratta dai Fiori Musicali di Girolamo Frescobaldi. La tromba di Luciano Marconcini si riproposta nell'opera successiva, la sonata "La Bianchina" di Maurizio Cazzati. E che bello ascoltare questo duo con l'inestimabile acustica della Collégiale che amplifica, arrotonda, pietrifica e fa evaporare ogni nota con voluttà. Essendo il prosieguo del programma eseguito al grand'organo sul fondo della chiesa, molti melomani hanno seguito il consiglio dato all'inizio dagli organizzatori: lasciare le prime file per raggiungere il mezzo della navata dove il grand'organo offre la miglior sonorità. Il pubblico cos sistemato ha potuto ascoltare lo stile tanto maestoso quanto rigoroso di Dietrich Buxtehude nel suo Praeludium in Sol minore. Il seguito del concerto stato consacrato ai duetti organo/tromba, a parte alcune opere eseguite unicamente al grand'organo tra cui il Concerto in la minore di Johann Sebastian Bach.
Unico incidente della serata l'arrivo nel bel mezzo del concerto di quattro energumeni che discutevano a voce alta ed irrispettosa. E stato necessario l'intervento di una persona del pubblico affinché si degnassero di tacere, lasciando ai veri ascoltatori il piacere di apprezzare, nel silenzio perfetto, la fine del concerto.

Da DNA /COLMAR, 12 Agosto 2010
VIRTUOSISMO MERAVIGLIOSO

Kronach. Un solare saluto dalla Bella Italia ha scaldato la Christuskirche di Kronach, dove questo fine settimana si svolto il secondo concerto nell'ambito del V Festival Organistico Internazionale. Marius Popp, Kantor ed organizzatore della rassegna, riuscito ad invitare per questo concerto il famoso organista internazionale Giorgio Parolini.
Parolini, nato nel 1971, ha condotto il pubblico in un viaggio attraverso tre secoli di musica organistica, il cui baricentro era costituito da compositori italiani. Giorgio Parolini, organista della famosa Basilica di S. Eufemia a Milano, ha iniziato tuttavia il suo concerto con un omaggio a Felix Mendelssohn Bartholdy, del quale quest'anno si festeggia il 200 anniversario della nascita. Gi con l'Ostinato in Do minore l'eccellente organista che tra gli altri premi vanta il Premier Prix de Virtuosità del Conservatorio Superiore di Ginevra ha catturato l'attenzione con il suo modo di suonare vigoroso e al tempo stesso ricco di sensibilità.
Con l'ultima Sonata di Mendelssohn, Op. 65 n.6 (su Vater unser) Parolini ha mostrato in modo impressionante la ricchezza di sfaccettature di questo brano tecnicamente molto esigente. Mendelssohn richiede la completa bravura dell'organista nel movimento su tutta l'estensione del pedale e del manuale. E Parolini ha controllato perfettamente sia la composizione che lo strumento, suonando con cuore, in maniera intuitiva, seguendo un'ispirazione celestiale.

A questa commovente atmosfera seguita una serie di brani di musica organistica italiana, brani diversi e molto vari tra di loro. Parolini ha aperto questa parte del concerto con la "Sonata sui flauti" e la "Toccata per il Deo Gratis" di Giambattista Martini ( 1706-1784).
Di Giuseppe Gherardeschi (1759-1815) abbiamo ascoltato il fantasioso Rond in Sol Maggiore in cui riconoscibile l'amore del compositore per l'opera ed il teatro. "Solo di oboe" e "Invocazione", entrambi opera del compositore romantico Filippo Capocci (1840-1911), fanno riferimento alle scuole organistiche francese e tedesca Molto evidente l'influenza del Canto Gregoriano nel brano del compositore contemporaneo Eugenio Maria Fagiani (nato nel 1972). Fagiani ha dedicato a Parolini "Veni Creator Spiritus", scritto nel 2009. Nel suo brano Fagiani si orientato verso il famosissimo compositore e organista Naji Hakim (1955).
La composizione libera del punto di vista ritmico ricca di effetti, ed i suoi elementi sono elaborati in modo stringente. Caratteristici sono i motivi molto rapidi e cangianti, che si muovono con grandi dissonanze sopra il "Cantus Firmus" presentato al pedale. Continui cambi di tempo e motivi che in parte ricordano la danza e persino la Pop Music conducono all'ultimo raggiante "Tutti" che chiude questo omaggio allo Spirito Santo.
Cadute nell'oblio per parecchi anni, oggi le composizioni di Marco Enrico Bossi (1861-1925) vivono una nuova rinascita. Parolini ci ha presentato Rédemption Op.104/5 e Allegretto Op.92/3. In seguito il Maestro della musica virtuosistica ha mostrato la sua grandissima bravura all'organo Steinmeyer della Christuskirche eseguendo lo Studio Sinfonico Op.78. Il Kantor Marius Popp spiega perché gli organisti di una volta evitavano questo brano complicato: la grossa sfida sta nell'impiego del pedale su due ottave e mezza e nel rapido alternarsi tra manuale e pedale. Alla fine dei conti mani e piedi salgono e scendono a gran velocità lungo tutta l'estensione della tastiera e ci richiede una grande bravura. Organisti straordinariamente preparati come Giorgio Parolini oggi osano di nuovo con questi pezzi complicati, e Parolini non solo un profondo conoscitore della musica organistica italiana ma anche un virtuoso dell'organo. Parolini suona come solista in famose cattedrali in Europa e negli Stati Uniti, tra le altre la cattedrale Notre Dame di Parigi e la cattedrale di St. Patrick a New York. E' abbastanza probabile raggiungere un grande numero di persone in una grande cattedrale, ma un concerto in una piccola chiesa come quella di Kronach per me altrettanto allettante. Il pubblico viene per ascoltare la musica, dice Parolini. Il pubblico lo ha ringraziato per il suo concerto con applausi entusiastici. E lui ha concesso come bis una piccola Humoresque.
Sabine Raithel


Da Ressort NP Feuilleton 20 Ottobre 2009
STANDING OVATION NELLA CASA DI DIO.

FESTIVAL ORGANISTICO.
L'organista milanese Giorgio Parolini ospite su invito del Kantor Marius Popp alla Christuskirche di Kronach. Era il secondo di tre concerti.
Il V Festival Organistico Internazionale di Kronach proseguito Domenica con un impressionante concerto di Giorgio Parolini.
Per il concerto intitolato "Tre secoli di musica organistica" l'organista della famosa Basilica di S. Eufemia in Milano ha presentato brani estremamente interessanti ed altrettanto esigenti. Il punto centrale del programma era costituito da opere di compositori italiani. Come omaggio al 200 anniversario della nascita di Felix Mendelssohn-Bartholdy abbiamo ascoltato la Sesta ed ultima Sonata, nota anche come Vater Unser. Direttore artistico del Festival che quest'anno offre tre concerti e gode del patrocinio del Presidente Regionale Oswald Marr, ancora una volta il Kantor Marius Popp.


UN ARTISTA MOLTO STIMATO.
Come ripetutamente gli riuscito, per i concerti ha invitato organisti famosi. Cos stato con Giorgio Parolini, uno tra i pi famosi organisti italiani della giovane generazione. Il musicista, nato nel 1971, dopo gli studi organistici in Italia e presso il Conservatorio Superiore di Ginevra stato premiato in diversi concorsi internazionali. Oltre ad una estesa attività concertistica che lo porta ad esibirsi regolarmente come solista in famose Cattedrali europee e statunitensi ad esempio Notre-Dame a Parigi e St. Patrick a New York attualmente Parolini organista titolare della Basilica S. Eufemia in Milano.
Il Kantor molto felice di essere riuscito a portare a Kronach un artista cos stimato. Egli conosce profondamente la musica organistica italiana e di conseguenza il suo particolare linguaggio. Nella Sesta Sonata di Felix Mendellsohn-Bartholdy Giorgio Parolini ha messo in risalto i molteplici aspetti di questo brano, con sonorità che vanno da un delicato piano fino ad un maestoso Fortissimo nel punto pi virtuosistico del brano. In "Solo di Oboe" come suggerisce il titolo abbiamo potuto ascoltare una piacevole melodia su un registro ad ancia, mentre in "Invocazione" la melodia affidata a registri flautati ed accompagnata da una sonorità simile a quella degli archi. Entrambi i brani sono opera di Filippo Capocci. In "Veni Creator Spiritus" del compositore contemporaneo Eugenio Maria Fagiani, dedicato a Parolini, si presenta una musica molto elaborata e ricca di effetto. In esso motivi molto rapidi e dissonanti vengono proposti sopra la melodia dell'Inno presentata molto chiaramente al Pedale; come omaggio alla forza dello Spirito Santo la composizione finisce sopra uno sfavillante "Tutti" dell'organo.

Con registrazioni sempre varie ed ingegnose unite al virtuosismo Giorgio Parolini ha presentato anche gli altri brani in programma. Il pubblico, entusiasmato dall'eccellente bravura dell'eccezionale organista, ha reagito tributandogli un applauso scrosciante ed una Standing Ovation.
Heike Schlein

Da Frnkischer Tag, 20 Ottobre 2009
SONORITA DEL PRIMO BAROCCO ED ELEGANZA 

NEUHAUSEN. Ovazioni per l'organista Milanese alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
Il Kirchenmusikdirektor Markus Grohmann riesce continuamente ad invitare organisti famosi a suonare per i Neuhauser Orgelkonzerte. Dopo la pausa estiva uno dei pi famosi organisti italiani della giovane generazione, Giorgio Parolini, si presenta alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Il musicista, nato nel 1971, dopo gli studi in Organo ed in Clavicembalo in Italia ed al Conservatorio di Ginevra ha ottenuto successi in Competizioni Internazionali. Oltre ad una vasta attività concertistica, attualmente Parolini Organista Titolare presso la Basilica di S. Eufemia in Milano. A Neuhausen ha presentato un programma interessante che spaziava dalle sonorità del Primo Barocco di Frescobaldi attraverso il tardo Romanticismo Italiano fino alle arditezze armoniche di Max Reger.
La varietà era assicurata. Oltre alle possenti sonorità dell'organo Walcker restaurato nel 2005, l'organo positivo di Hieronymus Spiegel, con i suoi registri pi delicati, ha aggiunto pi colore al caleidoscopio musicale. Parolini ha iniziato il concerto su questo gioiello musicale collocato vicino all'altare eseguendo la "Canzona Quarta" di Frescobaldi una fantasiosa miniatura dai toni brillanti, le cui differenti sezioni sono state ben sottolineate dall'organista con registrazioni sempre diverse. Tutt'altre sonorità si sono ascoltate dalla tribuna dell'organo. La "Sonata in La minore n 4 Op.98" di Josef Gabriel Rheinberger risuonava con colori profondamente romantici, con sonorità intense ed un denso intreccio di voci. Dopo l'"Introduzione" molto intensa, nell'"Intermezzo" ci ha affascinato la pregevole sonorità del registro ad ancia e nella "Fuga Cromatica Rheinberger" mostra come possibile trattare contrappuntisticamente in modo artistico un ampio tema composto da semitoni.
Parolini ha poi eseguito altrettanto bene due "Preludi al Corale" ed il "Preludio e Fuga in La minore" di Johannes Brahms, cos come si dimostrato altrettanto esperto nelle composizioni del suo connazionale Marco Enrico Bossi. Abbiamo gustato i benefici e pacifici suoni del "Chant du Soir" e di una "Ave Maria", inframmezzati dal festoso Alleluja-Final, nel quale l'organista non ha avuto timore nell'utilizzare occasionalmente delle sonorità forse un po' veementi.
Nel suo Preludio al "Corale su Rendez Dieu" Bernard W. Sanders, che a Tuttlingen Organista e Direttore, preferisce la chiarezza ed una certa semplicità nella condotta delle parti. Di altro spessore sono le composizioni di Max Reger. Tanto nella "Toccata Op.59 n.5" quanto nella "Fuga" della medesima Opera, Reger esplora i confini della tonalità mantenendo al tempo stesso, nella costruzione e nello sviluppo delle frasi, una severità quasi bachiana. L'organo ne mostra tutto il suo splendore quando viene utilizzato come uno strumento sinfonico. Ancora una volta Giorgio Parolini ha tirato tutti i registri della sua bravura virtuosistica e della sua solida creatività. Quando nella Cattedrale nei campi si spento l'ultimo accordo sul potente "Tutti" dell'organo, il pubblico entusiasta lo ha festeggiato con una Standing Ovation. 
Rainer Kellmayer

Da Esslinger Zeitung, 21/10/2008
VIRTUOSISMO ED ESECUZIONE CONVINCENTE

Sommerorgelkonzerte: l'organista milanese Giorgio Parolini suona alla Pauluskirche di Darmstadt.
DARMSTADT. Il programma dello straordinario concerto tenuto dall'organista italiano Giorgio Parolini negli Orgelsommer presso la Pauluskirche di Darmstadt conduce dal Barocco al moderno. Fin dall'inizio, con la Passacaglia in Re minore di Buxtehude, Parolini, che a Milano organista e Docente, fa capire che preferisce le registrazioni luminose. Allo stesso tempo egli riuscito a comunicare in modo chiaro la rigorosa struttura del brano. Questo vale anche per l'esecuzione dei due brevi "Preludi" al Corale di Buxtehude.
Parolini prosegue con due tra i brani organistici pi eseguiti di Bach: il Preludio al Corale "Wachet auf, ruft uns die Stimme" (BWV 645) ed il Preludio e Fuga in Re Maggiore BWV 532. In questi brani egli mostra tutte le sue qualità, combinando virtuosismo ed un'interpretazione energica. Per le audaci progressioni armoniche nell'Adagio, con cui termina il Preludio, erano un po' oscurate dalla sonorità un po' troppo intensa.
Il Corale n 2 in Si minore di César Franck si presenta nell'interpretazione di Parolini quasi come un poema sinfonico, grazie alla caratteristica illuminazione nella quale egli ha immerso i vari aspetti del corale inventati dallo stesso Franck. L'organista ha poi eseguito "Joie et clart des Corps Glorieux" di Messaen, estratto dal ciclo "Les Corps Glorieux", dedicato al tema della Risurrezione.
Le vivaci sezioni, molto pittoresche, sono state rese in maniera molto contrastante. Successivamente Parolini ha richiamato l'attenzione sul compositore americano Bernard Wayne Sanders, che dal 1994 lavora come Kichenmusiker a Tuttlingen. Abbiamo ascoltato "Aria" ed il Preludio al "Corale su Rendez Dieu" brani piacevoli e di facile ascolto, nei quali melodia e armonia sono semplici e lontane dagli schemi tipici della musica contemporanea.
Con la Toccata in Re minore e la Fuga in Re Maggiore dall'opera 59 di Reger, Parolini ha coronato in maniera notevole il suo concerto. Nella Toccata riuscito a rendere sotto un unico grosso arco di tensione l'effetto improvvisativo del pezzo, e nella Fuga ha ottenuto in maniera tenace ed impressionante un crescendo dal delicatissimo inizio fino al trionfante finale.
L'artista ha risposto agli incessanti applausi con un bis dal carattere spensierato.
Klaus Trapp

Da "Darmstaedter Echo", 29 Agosto 2008
Concerto di musica sacra in Quaresima

Giorgio Parolini convince in St. Gallus con il senso del colore.
Tuttlingen (stm). Il piacere di Bernard Sanders nel presentare l'organista milanese Giorgio Parolini in occasione del secondo Concerto di Musica Sacra in Quaresima questa volta in St. Gallus era molto evidente. E l'organista Parolini, attivo come concertista in campo internazionale, non ha deluso le aspettative. Parolini ha iniziato con il Barocco della Germania del Nord, con la Passacaglia in Re minore di Buxtehude la cui struttura stata presentata come una sostanziosa entre, ma sempre chiara.
Nei seguenti Preludi ai Corali di Buxtehude e Bach Parolini ha dimostrato il suo senso del colore, che ognuno ha potuto gustare continuamente. Delineando in modo modo chiaro le melodie dei Corali, egli ha tratto dall'organo Rieger della chiesa di St. Gallus colori e registrazioni sempre nuove ed interessanti. La disposizione dell'organo rigida, ma Parolini ha saputo mostrare sia i suoi aspetti pi dolci sia quelli pi oscuri. Primo punto saliente: il Preludio e Fuga in Si minore di Bach.
Il Preludio, con le sue drammatiche sincopi, stato eseguito in maniera possente ed appropriatamente compatto, senza digressioni e ritardandi Parolini ha utilizzato molto poco questi mezzi ed apparentemente preferisce dei finali molto diretti. L'inizio e la parte centrale della Fuga hanno guadagnato in trasparenza grazie ad una sonorità meno potente, il finale stato reso in maniera convincente.
Registrazioni inusuali.
La seconda parte del concerto ci ha portato in un'epoca pi moderna.
"Attende Domine" di Jeanne Demessieux nel tipico stile francese ricco di armonie espressive proprie della scuola impressionistica. Il garbo di questo brano stato messo in risalto da Parolini con una serie di registrazioni inusuali. Lo stesso si pu dire della "Meditazione sul Corale Herzliebster Jesu" di Bernard Sanders: all'inizio una melodia piena di mistero si nascose in un ansimante Subbasso prima che il messaggio della Passione potesse giungere alle nostre orecchie in una convincente elaborazione in stile contemporaneo ricco di estremi e di estraneazioni. Forse, nel senso di meditazione, i contrasti di colore non dovevano essere necessariamente cos forti in quanto il pezzo stesso possiede un sufficiente contenuto espressivo.
Il programma terminava con Johannes Brahms. Il Corale O Traurigkeit, o Herzeleid stato presentato con un registro dal timbro nasale, che ha infranto le pi dolci tessiture del programma. Nella Fuga la melodia del Corale, posta al Basso in aumentazione, stata messa in risalto con registri appropriati. Musicalmente parlando stato un convincente tardo pomeriggio di Quaresima, che una falsa primavera ha impedito di essere ben seguito come avrebbe meritato.
CONCERTO IN BASILICA

L'11 Febbraio il coro ha ricordato il Papa con musiche di Mendelssohn, Reger e Brahms.
Città di Desio, omaggio in note per Pio XI
Sabato 11 Febbraio stato il 77esimo anniversario dei Patti Lateranensi (11 Febbraio 1929), di cui Papa Ratti stato il vero artefice. Per la ricorrenza la giornata di studi Pio XI e il suo tempo si conclusa alla sera, in Basilica, con il concerto Kirchenmusik (Musica da chiesa), proposto per l'occasione dal maestro Enrico Balestreri, ed ha visto protagonista il Coro Città di Desio e l'organista maestro Giorgio Parolini.
In programma cantate, a cavallo tra il periodo classico e romantico, di F. Mendelssohn, M. Reger e J. Brahms.
Nella presentazione il maestro Balestreri si soffermato sui tre autori che hanno fatto scuola componendo un repertorio pensato per mettere in musica le parole del Salmo. "Musica severa, musica di alto respiro" ha commentato il maestro Adolfo D'Aniello, visibilmente affascinato dalle interpretazioni. Fantastico l'organista Giorgio Parolini che ha accettato la difficile sfida delle partiture (Balestreri ha sottolineato che in alcune pagine suonate, l'area del nero delle note sul pentagramma supera il vuoto del bianco), riuscendo ad esprimere la sicurezza della sua straordinaria tecnica.
In particolare nella Fantasia e Fuga sul Corale "Halleluja! Gott zu loben" Op.52 di M. Reger, l'organista si cimentato nell'interpretazione della musica del maestro tedesco con stupefacente gioco timbrico di colori e suoni. Si avuta l'impressione che la musica provenisse dal cosmo, dal cielo ed inondasse gli ascoltatori. Proprio cos.
Dal canto suo il maestro Enrico Balestreri, con il coro da lui diretto, che porta il nome della nostra città, ormai giunto a livelli eccelsi: egli ha saputo via via avvincere nonostante la difficoltà della comprensione della lingua (le cantate sono tutte in tedesco), perché bastava un attimo di estasi per perdere il filo.
Al termine del concerto un prolungato applauso ha suggellato il successo che ha bissato quello dell'"Halleluja di Haendel" di qualche settimana fa. L'esibizione di sabato scorso ha preceduto di poco il debutto del coro Città di Desio nel Duomo di Monza, sempre sotto la direzione del maestro Enrico Balestreri, previsto per il 31 marzo prossimo. In programma un impegnativo capolavoro: il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart.
U.S.

da "Il Cittadino"
ALLEGRO E RINCUORANTE

Concerto finale del ciclo Sommerkonzerte e concerto nell'ambito dei Bachtage con Giorgio Parolini alla Erlserkirche
L'anno scorso Giorgio Parolini ha dovuto disdire all'ultimo momento il suo appuntamento con l'Estate Organistica Internazionale (Sommerkonzerte) per motivi familiari.
Ora finalmente l'organista milanese ospite a Potsdam. Con il suo concerto alla Erlserkirche, con il pieno di pubblico, ha chiuso l'Estate Organistica a gusto italiano, offrendo allo stesso tempo un assaggio per i Bachtage. Non soltanto la Fantasia di Johann Ludwig Krebs (1713-1780), allievo di Johann Sebastian Bach, ma anche dei souvenir mediterranei ci trasmettono l'anima colma di melodie degli Italiani; per la maggior parte quantomeno. All'inizio per si percepiscono i contorni chiari e ben definiti della scuola organistica della Germania settentrionale: la melodia del Preludio in Mi minore di Dietrich Buxtehude (1637-1707) sussurra piano e sommessa, seguita dal Corale "Christ, unser Herr, zum Jordan kam", eseguito in modo deciso. L'Estate Organistica caratterizzata da questi contrasti, e li troviamo anche in due opere di Bach che abbiamo ascoltato varie volte durante la Rassegna.
Molto allegro e danzante il Corale "Schmcke dich, o liebe Seele" BWV 654.
Gli organisti Martin Stephan e Kilian Nauhaus avevano eseguito il brano con la stessa idea timbrica, utilizzando i registri di flauto.
Al contrario del suo maestro viennese Peter Planyavsky, che durante il suo concerto ha eseguito la Toccata, Adagio e Fuga in Do Maggiore di Bach in modo allegro e veloce, Giorgio Parolini inizia quest'opera in modo pi trattenuto, senza per lasciare mancare virtuosismo ed eleganza all'assolo di Pedale sempre a gusto italiano. Il massimo del clich italiano viene poi dato con la Fantasia di Krebs. Abbiamo quindi uno stacco netto con la Toccata capricciosa di Lionel Rogg (nato nel 1936 e maestro dell'organista) caratterizzata da ritmi sincopati e da passaggi che ricordano Messiaen.
Un pezzo sicuramente originale, come lo sono anche i due brani dalle Parafrasi gregoriane di Eugenio Maria Fagiani (nato nel 1972), dal disegno arcaico arricchito da cluster e sincopi. In questo caso il compositore si rifiutato in modo deciso di seguire il clich italiano che attribuisce all'Italia solo opera e bel canto.
Ma niente paura! "Théme et Variations" Op.115 di Marco Enrico Bossi (1861-1925) ci riporta all'immagine classica della musica italiana. Dopo un inizio arrabbiato ci possiamo abbandonare alle melodie che non sono per niente disturbate dall'irruenza degli accordi nelle voci principali. Suoni pieni di colore dappertutto e Giorgio Parolini utilizza tutti i registri. Con un bis molto dolce ringrazia per gli applausi fragorosi.
La 14^ edizione dei Sommerkonzerte di Potsdam ormai fa parte del passato. I dodici concerti, eseguiti in parte alla Erlserkirche ed in parte alla Friedenskirche, ci hanno fatto conoscere molti brani che in questo paese non erano noti. Soprattutto gli ospiti stranieri ci tenevano a farci ascoltare brani di compositori dei loro paesi. Naturalmente Bach era il favorito, seguito da Messiaen e Mendelssohn Bartholdy. Alcune opere venivano eseguite due o tre volte, il che dava la possibilità di fare dei confronti interessanti. L'assoluto highlight stato comunque l'inizio dell'Estate Organistica Internazionale con l'inaugurazione dell'organo Woehl della Friedenskirche. Abbiamo trascorso delle settimane davvero entusiasmanti.
Peter Buske

Da Potsdamer Neueste Nachrichten, 17/09/2004
BRILLA ALL'ORGANO

Giorgio Parolini ospite al Ciclo Organistico del Duomo (Dom-Orgelzyklus)
MINDEN. Il concerto organistico di Giorgio Parolini stato caratterizzato da una sequenza molto insolita che non ha posto il culmine musicale alla fine come ci si potrebbe aspettare perché il solista milanese ha eseguito il capolavoro di Franz Liszt, Preludio e Fuga su B.A.C.H., tra un pezzo forte di César Franck ed un pezzo di grande effetto, ma veramente non di primordine, di un compositore meno noto.
L'eccellente competenza tecnica dimostrata dall'interprete italiano giustifica questa scelta particolare. Ogni opera eseguita dalle sue mani prendeva una forma musicale inconfondibile. Anche se si potrebbe discutere sul fatto che una sequenza diversa avrebbe potuto essere stilisticamente pi pregnante.
Ad esempio la Toccata, Adagio e Fuga BWV 564 di Johann Sebastian Bach: Giorgio Parolini inizia con un gesto generoso, trova nell'Adagio un fraseggio raccolto che sottolinea la melodia, e conclude con la Fuga in modo esplosivo. Una interpretazione coerente ed ammissibile, ma ci si potrebbe augurare un'esecuzione pi trasparente. D'altra parte la tensione continua espressa dall'artista ha reso il tutto coinvolgente.
Questo ha caratterizzato anche le altre opere presentate: la Ciaccona di Johann Pachelbel risultata amabile e ricca di colori, grazie all'organo Kuhn; il Prélude, Fugue et Variation di César Franck stato interpretato esattamente con la leggerezza tipica della musica francese, che lo ha reso emozionante.
Giorgio Parolini ha coronato la sua serata concertistica con il Preludio e Fuga su B.A.C.H. di Franz Liszt dove, in modo virtuosistico, ha saputo controllare le forze travolgenti della musica. Poi conclude calmando le acque irrequiete prima con un Andantino di Dnis Bédard , pezzo recente il cui tema romantico potrebbe far pensare ad un'altra epoca, e poi con due opere dell'italiano Marco Enrico Bossi. Musica piacevole ma non travolgente, benché Parolini si impegni con fervore. Il pubblico alla fine riceve il bis di David Johnson: Trumpet Tune.

Udo Stephan Khne

Da Mindener Tageblatt, 11/10/2003
Colossali suoni d'organo

Particolarmente fortunati sono i momenti in cui l'opera musicale e la sua interpretazione vanno di pari passo.
Una tale simbiosi poteva essere gustata Mercoledì in occasione del sesto concerto del ciclo "Sommerorgelkonzerte" presso la Pauluskirche di Darmstadt. L'organista italiano Giorgio Parolini (nato nel 1971) ha disteso come paesaggi mediterranei rigogliosamente fioriti i "Théme et Variations" Op.115 del suo conterraneo Marco Enrico Bossi, nato nel 1861 sul Lago di Garda. Parolini ha teso un arco sopra quasi 400 anni di arte organistica. Ha suonato la Ciaccona in Mi minore di Buxtehude con grande precisione, con il tema del basso chiaramente risaltante e le fluide figure con registri ricchi di contrasto.
Dopo un severo inizio la composizione si manifestata con linee cromatiche che emergono improvvisamente, tipico del modo di comporre progressista del maestro di Bach. Dello stesso Bach abbiamo ascoltato l'idillico corale "An Wasserfluen Babylon" (BWV 653b) ed il Preludio e Fuga in Mi Bemolle Maggiore (BWV 552). Parolini ha presentato i brani come imponenti colossi, ha accentuato l'immensa tensione armonica delle dissonanze e le cascate di suoni correvano a rotta di collo ed occasionalmente si rovesciavano con grande veemenza. Inoltre in corrispondenza al tenore ottimistico ed avvincente si addiceva la "Fantaisie et Fugue" di Alexandre Pierre Franois Boly, di grande effetto e francamente impressionante.
In questo brano Parolini ha suggerito una pienezza orchestrale e ha fatto risaltare chiaramente il motivo B-A-C-H che rende omaggio al Thomaskantor. Come momenti di riposo, hanno completato la serata organistica ricca di tensione, dei pezzi romantici di Schumann, Brahms e César Franck tutti quanti amabili e con registrazioni ricche di colore.
Albrecht Schmidt

Da "Darmstaedter Echo", Venerdì 9 Agosto 2002
Giorgio Parolini ha dato il meglio di sé.

L'organista milanese ha suonato l'organo del Duomo.
Brani noti e meno noti erano in programma in Duomo in occasione del secondo concerto domenicale del periodo Pasquale.
Giorgio Parolini, questo il nome dell'ospite, ha esordito con il difficile Preludio e Fuga in Do minore (BWV 546) di Johann Sebastian Bach, dimostrando sin dall'inizio la propria competenza organistica. L'organista italiano ha diffuso, nell'ambiente immenso ma perfettamente adatto, un fantastico suono, ricco di trasparenza, sia durante l'esecuzione del Preludio, con i suoi straordinari timbri, che nella filigranata Fuga, il cui tema, dolcemente scorrevole, fluiva dalle sue mani.
Prima di questa esecuzione, l'elaborazione del corale bacchiano "Questi sono i 10 Sacri Comandamenti", era stata tenuta a latere. Dotato di tutti i possibili elementi simbolici, l'interprete ci ha consegnato una versione che ha lasciato, per la sua limpidezza, assai poco ancora da desiderare, come un tempo le Tavole della Legge di Mosé scolpite su pietra.
Dopo Bach, Giorgio Parolini, nato nel 1971 e dal 1999 organista titolare della Basilica di Santa Eufemia in Milano, ha proposto musica ignota al grande pubblico. Musica dalla sua terra, come il Bach-Huldigung di Ottorino Respighi (un Preludio su un corale del Thomaskantor) oppure l'altisonante Alleluja, per il quale Marco Enrico Bossi elaborò ed interpretò con maestria un laconico e universalmente cangiante motivo di 4 note.
Giorgio Parolini ha completato la propria padronanza dello strumento in Svizzera. Al Conservatorio di Ginevra, infatti, Lionel Rogg stato uno dei suoi autorevoli maestri. Ed l'immagine invernale della città di Ginevra ad ispirare al Rogg compositore la "Evocation": un affresco di note, alla cui pacatezza d'insieme si contrappone un intermezzo intensamente brioso. Questo brano ha dato origine alla crescente sequela dei sentimenti dell'interprete, il quale ha raggiunto la piena maturità nell'esecuzione della serena Sonata per Organo di Julius Reubke. Essa si fonda sul salmo 94: drammatici versi di un Dio vendicativo, ma al tempo stesso magnanimo ed amorevole, ritratto dall'organista con fedele plasticità.
Per far ci occorreva una tecnica strumentale perfetta, dotata di tutti i mezzi pianistici. Giorgio Parolini ha dato il meglio di s.
Christoph Schulte im Walde

Da "Westflische Nachrichten", Martedì 1 Maggio 2001
CONCERTI. Rassegna organistica di borgo Gemona a Udine

Il patrimonio dei nostri "minori" - Udine
Sono raddoppiate le presenze, nella chiesa di Borgo Gemona, per l'ultimo concerto della rassegna organistica organizzata dalla parrocchia. Ne siamo lieti anche perché, oltre al coraggio della scelta tematica (la scuola organistica italiana), la locandina non presentava esecutori dal nome eclatante, tale da costituire un lancio pubblicitario per la piena riuscita della manifestazione. Tre organisti: il friulano Roberto De Nicol e il cremasco Pietro Pasquini, assai bravi, e, alla fine, il milanese Giorgio Parolini, il pi giovane, ma non per questo meno meritevole.
Anch'egli, come i primi due, andato a "pescare" autori sconosciuti, non solo a noi, che hanno dato un segno di notevole interesse: sia per conoscerli finalmente dopo chissà quanto silenzio, sia perché, pur essendo "minori", hanno dimostrato quanto molti nostri compositori d'organo dell'epoca barocca costituiscano un patrimonio da valorizzare.
Ha bene impressionato la disinvoltura e la sicurezza di Parolini, che ha iniziato assai bene con Frescobaldi (soprattutto nella magnifica Canzona quarta); una introduzione sontuosa per passare al noto... cinguettio del "cucco", il famosissimo Scherzo di Bernardo Pasquini, reso con misurato e piacevole uso dei bei registri. Poi la sapienza del grande padre Martini, di cui stato offerto un solenne Grave, ma pi ancora la deliziosa e ben nota Sonata sui flauti, giostrata con sicurezza.
Ecco i due bravi "illustri sconosciuti", il cappuccino padre Narciso da Milano e il pistoiese Cosimo Casini. Non poteva mancare Bach: ancora il Concerto da Vivaldi in La minore e la Fuga in si minore su tema di Corelli: due capolavori, due interpretazioni che il tempo e l'esperienza daranno a Parolini maggiori consensi. Due pagine di Bossi, una mistica Ave Maria op. 104 n.1 e un Entrata pontificale op. 104 n. 2 meno efficace. Infine, due Parafrasi di un contemporaneo su altrettanti temi gregoriani del giovane milanese Enrico Maria Fagiani: poco convincenti. Lui, Giorgio Parolini, ha invece convinto un pubblico attento e plaudente.
Doveroso a questo punto ricordare la giusta iniziativa della parrocchia di apporre sull'organo della chiesa nuova una targa che ricorda la generosa benefattrice, Milena Paolini.
Battista Sburlino

Da "Il Gazzettino", Martedì 4 Maggio 1999
"La scuola italiana" conclusa da un recital di Giorgio Parolini

Trascinanti pagine per Organo
UDINE - La rassegna organistica a tema "La scuola italiana", promossa dalla comunità di San Quirino, stata brillantemente suggellata, venerdì, da un recital di Giorgio Parolini. Avanti il concerto del giovane e musicalissimo organista, titolare della Prepositura milanese di Sant Eufemia, il parroco e direttore artistico dell'iniziativa, don Claudio Como, ha ricordato la signorina Marina Paolini, scomparsa tre anni or sono, che con generosa sensibilità don alla comunità l'organo della chiesa nuova. Nell'occasione stata presentata la targa a lato dello strumento dedicata alla benefattrice, presente Nadia De Grasso che lo ha assistita fino alle ultime ore.
Nella prima parte della serata, svoltasi nella chiesa antica, anch'essa dotata di un organo meccanico Zanin dai toni caldi e pastosi, Giorgio Parolini ha brillantemente interpretato con spiccato senso della forma e fine cura della prassi esecutiva una serie di brani spazianti dal Sei al Settecento. Il concertista ha esordito con le trascinanti Toccata sesta sopra i pedali e Canzon quarta di Girolamo Frescobaldi, per eseguire via via la Toccata con lo scherzo del cucco di Bernardo Pasquini, pagina di lussureggiante fantasia nelle sue aggraziate sonorità arcadiche, un' Elevazione di padre Narciso da Milano, un'incisiva Sonata sui flauti e un Grave in fa minore dall'espressione nobile e solenne di padre Giovanni Battista Martini e un Offertorio di Cosimo Martini.
Nella seconda parte, l'organista ha messo in luce la bellezza del dono di Marina Paolini, lo strumento a trasmissione meccanica dotato di ventitré registri, realizzato nel 1989 da Gustavo e Francesco Zanin e da poco completato nella fonica, corredato di una preziosa pala di Mattino Fischer raffigurante Vergine e Santi. Innanzi tutto si cimentato con Johann Sebastian Bach, presente in tutte le serate del ciclo per la sua valenza universale e al contempo per l"italianità" di molti suoi capolavori, eseguendone con tersa eleganza la Fuga in si minore Bwv 576 su un tema di Corelli e il Concerto in La minore (da Vivaldi) Bwv 593.
Quindi sono state vivamente apprezzate un Ave Maria di Marco Enrico Bossi, ben resa nel suo clima di alta spiritualità ,e tre Parafrasi gregoriane, Salve Regina, Veni Creator e Asperges me, redatte in un linguaggio contemporaneo e ricco d'effetti dal giovane compositore bergamasco Eugenio Maria Fagiani.
Calorose ovazioni sono state tributate al bravo organista, che ha concesso un bis con la trionfale Entre pontificale del Bossi.
Renato della Torre

Da "Messaggero Veneto", Lunedì 3 Maggio 1999
 
CON GIORGIO PAROLINI ALLORGANO DELLA BASILICA

"Toccata e fuga" solenne per un signor concerto
Dopo un percorso in crescendo la V^ edizione de "l'organo della basilica" si concluso in bellezza con un signor concerto dell'organista Giorgio Parolini. Tra le varie esecuzioni bachiane (la direzione artistica aveva voluto le cinque toccate e fughe distribuite per ognuno degli appuntamenti) quella di Parolini ci sembrata la pi pregnante soprattutto per la scelta di combinazioni timbriche: sonorità corpose senza compromettere la comprensibilità dell'articolazione, severità e grande solennità scioltamente coniugate luna con l'altra.
Il brillante virtuosismo del giovane musicista aveva poi modo di confermarsi senza lasciare dubbi nel successivo Preludio e Fuga su Bach di Liszt, giocato con accortezza di tempi e di tratteggi fonici, e soprattutto presentato con grande spolvero di soluzioni virtuosistiche pur senza cadere in una spettacolarità chiassosa.
Turgidezze e aggressività hanno accompagnato anche la Toccata op. 53 di Vierne, preceduta da un Claire de Lune dalle scelte timbriche molto nette e poco sfumate. Come per gli altri appuntamenti anche in questo c stato uno spazio per la contemporaneità italiana: in questo caso sono state eseguite in prima assoluta tre Parafrasi Gregoriane del giovane bergamasco Eugenio Maria Fagiani, con un tratto stilistico chiaro incline al gesto aforistico e alle sfumature ironiche, ricco di ostinati e di motivi fantasiosi strutturati in modo comprensibile. Il grandioso affresco de La Cité Celeste di Lionel Rogg ha degnamente concluso la manifestazione della Mia, della quale presidente Anghileri ha opportunamente sottolineato le diverse valenze culturali.
B.Z.

Da "l'Eco di Bergamo", Mercoledì 2 Settembre 1998